20 GIUGNO 2021

dalle ore 9.00 alle 19.00

Romano di Lombardia

Portici della Misericordia

FATTO AD ARTE

Esposizione collettiva di pittura




13.12.2020 - 6.1.2021

Piazza Roma a Romano di Lombardia

L'installazione artistica de "Il Romanino"

 

Distanti ma uniti nella gioia del Natale

Installazione artistica de "Il Romanino"

(progetto di Mirko Rossi)


Costruire il Presepe è certo un modo semplice, ma efficace di presentare la fede. 

Piccolo o grande, semplice o elaborato, il presepe costituisce una quanto mai espressiva rappresentazione del Natale. È un elemento della nostra cultura e dell’arte, ma soprattutto un segno di fede in Dio, che a Betlemme è venuto «ad abitare in mezzo a noi». 

Forse è per rivivere questa pienezza di sentimenti, per appagare la sete di Assoluto, per immaginare la meravigliosa «Notte Santa», che ogni cristiano sente il desiderio di rievocare, attraverso la costruzione di un presepe, quell’evento così decisivo e significativo per l’Umanità. 

Eccoci quindi a un Natale diverso, ma non meno denso di significato e speranza. 

Il flagello del Coronavirus si è abbattuto sulle nostre vite come una calamità epocale: un terremoto, una guerra, uno tsunami che la mente fatica ancora a ritenere possibile. 

Un po’ alla volta ci siamo abituati a salutarci con l’avambraccio anziché con la mano, a lavorare dietro una barriera di plexiglas invece che in spazi aperti, a rispettare il distanziamento fisico. 

Restiamo uniti, ci dicevamo durante il lockdown per farci forza contro un nemico invisibile e sconosciuto. Quell’invito non vale solo in casi di emergenza: è buono sempre. Restiamo uniti deve diventare la regola aurea anche in tempi ordinari, di fronte a ogni difficoltà imprevista: sul lavoro, in società, in famiglia. Solo se riusciremo ad applicarla davvero, giorno per giorno, potremo dire di aver imparato qualcosa dalla terribile esperienza onorando la memoria di chi non ce l’ha fatta. 

Ed ecco il nuovo presepe che Mirko Rossi ha ideato per la fantastica piazza di Romano: la tecnica è l’anamorfica multi-livello, un gioco prospettico di figure distanti che magicamente si uniscono. 

Sembra una parola complicata, in realtà l’anamorfosi non è altro che un’immagine fortemente distorta che acquista la «vera forma» solo quando l’osservatore si dispone in una particolare posizione. 

Anamorfosi è una parola che appare nel Seicento e designa una certa specie di “depravazioni ottiche” fondate sui giochi della riflessione e della prospettiva. Si tratta di immagini distorte e indecifrabili che, se viste da un certo punto dello spazio o riflesse con accorgimenti vari, si ricompongono, si rettificano, infine svelano figure a prima vista non percepibili. 

L’anamorfosi è, nell’arte, l’antica e affascinante miscela di geometria e psicologia della percezione, capace di dar vita a realtà illusorie, da cui forme mal decifrabili, nascondono immagini perfettamente proporzionate. 

Il vocabolo anamorfosi deriva infatti dal greco ἀναμόρϕωσις, termine coniato attorno al XVII secolo che significa ‘riformazione’ ed è usato per indicare una delle tecniche, impiegate per creare un effetto tridimensionale. 

 

La tecnica dell’anamorfosi era già ben conosciuta e apprezzata fin dai tempi di Leonardo da Vinci, che ci ha lasciato diversi esempi di figure anamorfiche. Le opere realizzate con questa tecnica creano una discordanza tra la prospettiva del luogo in cui risiede l’opera e quella apparente dell’opera stessa, che il cervello umano non riesce a conciliare. 

Ciò significa che la figura anamorfica può essere vista con chiarezza solo - come nel nostro caso - posizionandosi in un determinato punto e con una determinata angolazione. 

Questo presepe dunque ‘fatto di personaggi “apparentemente “ distanti si “ricompone” appena siamo in grado di “unire” quei dati visivi e cogliere quindi l’immagine nella sua interezza. 

Ancora di più in questa occasione accostarsi ad un presepe risveglia in noi, non tanto la bellezza, l’ammirazione per la preziosità dei materiali e per l’ingegno di colui che lo ha realizzato, ma principalmente lo stupore per la vita nascente e l’interrogativo: ma si può essere ancora oggi felici, in tempi di crisi, di disumanizzazione dell’uomo, di perdita di valori? Il presepe per un cristiano diventa, allora, invito alla memoria, espressione della commozione, dello stupore davanti ad un mistero quasi impossibile a comprendersi: Dio «si abbassa» verso la vita dell’uomo e ne sceglie le fragilità. Sì, questa raffigurazione artistica favorisce la fede e ci aiuta a riflettere: insegna la via dell’umiltà di Dio e della Sacra Famiglia. 

Questo particolare presepe allora, allestito nella piazza di Romano di Lombardia, è un punto di incontro per tutti gli abitanti di questa “famiglia” che si soffermano a guardarlo, a formulare una preghiera, a riflettere su quel Mistero Divino in esso racchiuso. 

Dio si è scelto una famiglia, una terra, ha scelto la concretezza, la reale via della salvezza per ciascuno di noi; Lui che nascendo già aveva scelto di morire per noi e che morendo avrebbe scelto di rinascere per noi. Ecco allora quest’opera che vuole dare un ulteriore spunto di riflessione: anche se distanti, anche se di fronte a figure apparentemente lontane, cerchiamo insieme il giusto punto di osservazione…Vivremo così INSIEME la gioia del Natale! 

 

Orietta Pinessi 

 

 

 

 

 

 

Gesù disse: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”

(Giovanni 8,12) 





XXI CONCORSO DI PITTURA "CITTÀ DI ROMANO DI LOMBARDIA"

L'assessore alla cultura Chiara Brignoli, il sindaco Sebastian Nicoli ed il presidente de "Il Romanino" Giacomo Valentini, con l'opera vincitrice del primo premio.

Presentiamo i vincitori del concorso che anche quest'anno il circolo artistico "il Romanino" ha organizzato insieme all'amministrazione comunale di Romano di Lombardia.

Il tema con cui i partecipanti si dovevano confrontare era "Risvegli".

Purtroppo le normative vigenti inerenti all'emergenza sanitaria hanno impedito di svolgere la premiazione in pubblico ed alla presenza degli artisti.

Di seguito pubblichiamo le immagini delle opere con le motivazioni della giuria.



PRIMO PREMIO

Paolo di Rosa - “Con me”

La giuria conferisce il primo premio a Paolo di Rosa con la seguente motivazione:

Un'opera soave e dolcemente melanconica nelle sue lievi tonalità. La visione sognante di un luogo, un passaggio, uno sguardo lento in una terra immobile, che  fa risaltare la poesia insita nei suoi eterni profumi. L’eleganza dell’uso di segno e colore compone la luminosità di superficie e la misura dell’espressione. La stratificazione della materia costruisce campi di densità opposte. Una composizione che si muove per aggregazione di equilibri e improvvise variazioni. Nella dimostrazione di una non indifferente qualità tecnica ed espressiva, il tema, apparentemente naturalistico, si trasfigura in una ricerca di toni che sono preludio ad un elemento, anche compositivo, di astrazione soprattutto concettuale. 



SECONDO PREMIO

Elisa Gritti -  “Scritto su di noi”

La giuria conferisce il secondo premio a Elisa Gritti con la seguente motivazione: 

Interessante l’atmosfera creata attraverso l’uso del bianco e nero nonché l’originale interpretazione del tema. E’ infatti la tecnica chiaroscurale che suscita sensazioni evocative con rimandi psicologici legati al soggetto proposto. Mentre l’opera racconta il dramma vissuto da tutti noi in questi mesi, quella frase posta in alto a sovrastare tutto recita:  “Il mondo rinasce”.

Ne deriva un’immagine personalissima dal forte valore simbolico e dall’altrettanto forte valore emotivo.  

TERZO PREMIO

Andrea Brighenti - “Crisalide” 

La giuria conferisce il terzo premio ad Andrea Brighenti con la seguente motivazione:

La tecnica sostiene l’impaginazione compositiva di Andrea Brighenti: segno, colore ed immagine si fondono in un pezzo calibrato, essenziale e pur studiato nel suo insieme.  Piacevolezza e semplicità non nascondono la attenta elaborazione: ogni dettaglio diventa elemento essenziale per questa avvincente metanarrazione,  corretta e pertinente elaborazione del significante.

QUARTO PREMIO

Ivan Picenni - “Hidden” 

La giuria conferisce il quarto premio a Ivan Picenni con la seguente motivazione:

Qualcosa di nascosto, celato pare riaffiorare dal nulla, una speranza di rinascita… Di risveglio. Essenziale ma interessante la composizione giocata su un accordo cromatico forte e nello stesso tempo armonico ed equilibrato; tutto si riassume in un bagliore di luce-colore, una scheggia di speranza che sovrasta il buio e pare espandersi in infinite declinazioni.



PREMIO SPECIALE “FEDERICO RUGGERI”

Elisa Vavassori - “E’ uno ma siamo tutti”

Prima di enunciare le motivazioni è indispensabile premettere la natura di questo nuovo premio, introdotto in memoria del Maestro d’arte Federico Ruggeri, scomparso il 12 marzo scorso. Federico Ruggeri, nato a Romano di Lombardia nel 1947, è stato una delle figure più poliedriche del panorama artistico locale. Membro fondatore del Circolo di Ricreazione Artistica “Il Romanino”, si è sempre contraddistinto per capacità, competenza ed energia creativa. La sua attività artistica ha spaziato dalla pittura alla scultura: celebri sono le tele che descrivono la sua Romano come altrettanto suggestive le installazioni che per decenni hanno valorizzato le piazze della Città.

Il Circolo “il Romanino” e l’Amministrazione Comunale desiderano così tributargli un omaggio, dedicando a lui il titolo del premio consegnato all’opera più originale e creativa.

 

La giuria conferisce il Premio speciale “Federico Ruggeri” a Elisa Vavassori con la seguente motivazione:

Ci immaginavamo divisi e abbiamo scoperto che, in realtà, siamo tutti immersi e composti da un mare di energia e vibrazione unico per tutti. Essere consapevoli che tutto è uno e noi siamo uno con il tutto, non è in effetti un concetto facile. Siamo troppo abituati a vederci come esseri individuali, diversi dagli altri, staccati, dotati di libero arbitrio. Ecco questa stratificazione di materia e di segni che dà vita a una composizione, che, apparentemente figurativa, nega la narrazione e si affida alla suggestione.

Più che dichiarare, evoca; più che esporre, suggerisce.

Con il presidente del circolo Giacomo Valentini, al centro, ed il nostro socio Pietro Perego, le due sorelle del M° Federico Ruggeri, con la targa che verrà consegnata all'artista Elisa Vavassori.



In questa galleria fotografica sono riprodotte le opere dei 15 artisti selezionati tra i 46 partecipanti al concorso,

tra i quali sono stati scelti i 5 premiati



Giovedì 12 marzo 2020

 

Una triste notizia ci ha colti questa mattina: si è spento Federico Ruggeri.
Pittore, artista vero (si dice di tanti, per pochi è vero come lo era per lui), amico di noi tutti.
È stato fra i fondatori del nostro circolo, per tanti anni presidente, sempre partecipe ed appassionato.
Mancherà a tutti noi ed alla comunità di Romano, a cui era tanto affezionato, il suo sorriso, il suo essere affabile ed irriverente, la sincerità con cui viveva quotidianamente la sua missione: essere Artista.