Dal 11 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022

 

LUCE DEL MONDO

Istallazione artistica del circolo "Il Romanino" (progetto di Mirko Rossi)



Il popolo che vagava nelle tenebre vide una grande luce, su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia” (Isaia  9,1).

Questo è ciò che mi è venuto in mente immediatamente dopo aver letto il versetto dell’evangelista Giovanni, soffermandomi su ciò che è accaduto. 

In questo tempo dominato da un virus che ha seminato morte, paure, che ha messo in ginocchio l’economia, che ci ha tristemente fatto capire che non siamo invincibili, in questo tempo di emergenza sanitaria non ancora del tutto superata, quella “luce” può essere l’antidoto che serve a dare speranza.

La luce non è un elemento secondario della vita. Questa pandemia globale ci ha costretto a passare parte della  nostra vita da soli, chiusi nelle nostre case, privati delle nostre amicizie e della nostra quotidianità, in certo modo “al buio”. Abbiamo vissuto lo strazio delle assenze, delle improvvise distanze e delle insopportabili separazioni. E dunque abbiamo scoperto di aver bisogno di tutte le nostre risorse, anche di quelle che avevamo accantonato ritenendole consunte e inefficaci. Ora, per la prima volta dall’inizio della pandemia, vediamo una luce.

 

Così anche qui con questa nuova , preziosa, istallazione Natalizia, a nostro modo, ringraziamo Dio perché ci ha salvato, così come il Benedictus recita “ […] per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace.”

 

È noto che, in tutte le culture religiose, la luce è un simbolo di Dio perché riesce ad esprimere nettamente due qualità specifiche del divino che i teologi chiamano “trascendenza” e “immanenza”.

Da un lato, infatti, la luce è esterna a noi, non la possiamo prendere tra le mani e strappare o dominare, ci “trascende”, ossia ci supera, è “altra” e diversa rispetto a noi, rappresentando quindi il mistero e la distanza che intercorre tra noi e Dio. D’altro lato, però, essa ci avvolge, ci rivela, ci riscalda, ci fa vivere ed è perciò “immanente”, cioè rimane con noi e dentro di noi, raffigurando in tal modo la vicinanza della divinità alle sue creature.

 

Da un lato, infatti, la luce è esterna a noi, non la possiamo prendere tra le mani e strappare o dominare, ci “trascende”, ossia ci supera, è “altra” e diversa rispetto a noi, rappresentando quindi il mistero e la distanza che intercorre tra noi e Dio. D’altro lato, però, essa ci avvolge, ci rivela, ci riscalda, ci fa vivere ed è perciò “immanente”, cioè rimane con noi e dentro di noi, raffigurando in tal modo la vicinanza della divinità alle sue creature.

E allora anche noi, «se camminiamo nella luce, come Dio è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri» nell’amore (1 Giovanni 1,7).

 

Ed eccoci a questa monumentale rappresentazione: il semidisco dorato si staglia sulla piazza come un sole nascente che porta luce e calore, proprio come Gesù che ogni anno ci ricorda quanto stupore si può provare di fronte a una nascita: la nascita del Messia; la nascita di un nuovo giorno; la nascita di un nuovo sole che porta luce dopo il buio.

 

La “doratura” del semidisco è realizzata con coperte isotermiche (un presidio medicale utilizzato per coprire i pazienti, al fine di stabilizzarne la temperatura)

Il materiale vuole ricondurre al senso di calore e di protezione

 

Ma non dimentichiamo l’immagine di queste coperte, che brillano sugli scogli come gioielli, specchio di un’umanità incagliata, quintessenza di una coscienza che affoga ogni volta che un essere umano è lasciato al suo destino, senza che ciò riesca più a scalfire le nostre impietose certezze.

Davanti al semidisco dorato la figura del Bambino.

Questo originalissimo “presepe”nasce utilizzando quindi nuovi metodi e nuove forme che lo caratterizzano e lo rendono peculiare nel suo genere ricercando come fine ultimo la suggestione, o forse, l’evangelizzazione di chi, avvicinandosi come visitatore torna a casa da pellegrino.

 

 

 

Orietta Pinessi

storica dell'arte





Dal 11 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022

 

Mirabile Segno

è un’iniziativa del Comune di Romano di Lombardia e del Circolo di Ricreazione Artistica “Il Romanino”

 

Un virtual contest artistico che coinvolge ragazze e ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della nostra Città

 

Vota la tua opera preferita

Per votare l’opera preferita sarà necessario inquadrare, con i vostri telefoni cellulari, i QRCODE che troverete sugli alberelli natalizi posti sotto i Portici della Misericordia. Avrete così accesso alla piattaforma dove potrete esprimere la vostra preferenza.

 

Il vincitore sarà premiato durante la consegna delle medaglie al merito presso Palazzo della Ragione di piazza Roma, venerdì 24 dicembre a partire dalle ore 16.00



I giovani artisti rappresenteranno a loro modo, attraverso una tavola pittorica o un disegno, quello che per la Comunità cristiana, è un simbolo centrale che racchiude in sé il Mistero del Natale.

 

“Mirabile Segno” desidera stimolare le giovani generazioni, cercando in loro quella capacità rappresentativa sempre nuova e ispirante, in grado di restituire alla nostre Comunità una visione contemporanea di un evento che, ogni anno, è in grado di stupire.

 

"È così che nasce la nostra tradizione: tutti attorno alla grotta e ricolmi di gioia, senza più alcuna distanza tra l’evento che si compie e quanti diventano partecipi del mistero. […]"

 

 

Papa Francesco, Lettera Apostolica Admirabile Signum, sul significato e il valore del presepe, 1 dicembre 2019